Masterchef de’ noantri

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È innegabile che quella a cui stiamo assistendo è l’età d’oro dei programmi di cucina, e ciò ha comportato un fenomeno piuttosto curioso: l’innalzamento della categoria degli chef stellati a vere e proprie star televisive (basti pensare alla comparsata di Carlo Cracco  all’ultimo Festival di Sanremo). Categoria professionale fino a pochi anni fa vissuta nell’ombra, oggi risulta una delle più ambite dai giovani, tant’è che le iscrizioni agli istituti alberghieri sono aumentate esponenzialmente.

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Chi non è mai rimasto affascinato dall’autorità con la quale i giudici di Masterchef esprimono giudizi non solo sul cibo, ma anche di valore sulla persona che hanno davanti? In quanti hanno – abbiamo – pensato “quello sarebbe il lavoro della mia vita”?

Sicuramente saranno ben pochi quelli che potranno un giorno arrivare a quei livelli, ma come ho detto anche nei miei precedenti articoli, “le vie della rete sono infinite”. Ebbene sì, grazie a portali che lasciano le porte aperte a recensori di ogni sorta, ognuno di noi può avere il suo momento di gloria e sentirsi “Masterchef per un giorno”.

Leoni da tastiera

Lo ammetto. Anche io sono iscritta su TripAdvisor e mi sono anche guadagnata il distintivo di “Recensore Super”. È un portale secondo me utilissimo e dalle grandi potenzialità, ma come tutto va utilizzato con cautela. 

Nel primo periodo dall’iscrizione, cavalcando l’onda dell’entusiasmo, non vedevo l’ora di recensire qualsiasi locale avessi frequentato. E non nego che, lasciare una recensione negativa su un locale in cui sono stata trattata male, dava un certo senso di soddisfazione, una sorta di compiuta vendetta.

Ma all’epoca, come si dice, ero giovane e stupida. Ora, che non sono più così giovane, penso che prima di screditare il lavoro degli altri si debba pensarci due volte.

Non fraintendetemi, so benissimo che se dovessimo scrivere solo recensioni positive il portale allora sarebbe inutile; dico solo che, prima di mettersi alla tastiera, si debbano prendere in considerazione tutti i fattori che potrebbero aver portato alla serata no. Per esempio, il locale era particolarmente affollato, in relazione anche a qualche evento particolare? Il numero del personale disponibile era adeguato? Il personale mi ha chiesto se andava tutto bene? E io cosa ho risposto?

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Nomenclatura del recensore

Bazzicando spesso sul portale, sono riuscita a individuare diverse categorie di Masterchef de’ Noantri.

  • Il recensore precoce: è colui che, ancora seduto al ristorante, non riesce a trattenersi e dal suo smartphone esplode già con una recensione negativa perché “siamo seduti da mezz’ora e non ci hanno ancora servito“. Tesori miei, se avete molta fretta, portatevi un panino con la mortadella al sacco, NON andate al ristorante di sabato sera d’agosto in riviera!
  • L’insaziabile: è colui che, probabilmente non facendo mai la spesa o non avendo mai lavorato in un’azienda o attività medio/piccola, non ha la minima idea del prezzo delle cose. Egli scrive cose del tipo “Abbiamo mangiato antipasto, primo, secondo con contorno, dolce, tutto a base di pesce – pure il dolce, ndr – 3 bottiglie di vino, caffè, ammazzacaffè ed abbiamo speso ben 25€ a testa…un po’ caro”. A queste persone consiglio il menu di cui sopra.
  • Il troll: anche qui non possono mancare. È molto facile distinguerli perché nella recensione non fanno riferimento a nessun piatto o situazione particolare, ma tirano  solo vangate di letame sul locale. Spesso si tratta di falsi profili creati appositamente per questa operazione. Che si tratti di persone che non hanno di meglio da fare nella vita o di concorrenti del locale in questione, vanno segnalati all’assistenza di TripAdvisor.
  • Il falso cortese: è colui che, alle domande del ristoratore su come sta procedendo il pasto risponde positivamente, per poi sfogare tutto il suo disappunto o frustrazione dietro a un monitor, coperto anche dall’anonimato del suo nickname. Peccato che spesso i ristoratori riescano a risalire al cliente e replichino alla recensione, facendo fare al Masterchef in questione una pessima figura. Il consiglio è quello di riferire sempre al ristoratore se c’è qualche problema, il suo lavoro è anche quello di mettere a proprio agio il cliente. Se poi, anche dopo esplicita richiesta non lo fa, è un altro discorso.
  • Gli amici del proprietario: è evidente che lo siano. Per loro, come a Possibilandia, in quel locale tutto è possibile e meraviglioso. Non fanno alcun riferimento a piatti, location ecc. ma solo complimenti al proprietario e invitano tutti coloro che stanno leggendo a provare il locale. È facile riconoscerli perché hanno solo quella recensione pubblicata.
  • Il buonista: è la categoria in cui mi riconosco. Sono coloro che, se devono scrivere una recensione negativa, preferiscono non scriverla, salvo casi eclatanti.

Spero di avervi divertito un po’ con questo articolo un po’ diverso. Premesso che ovviamente tirerà avanti l’attività che offre il miglior servizio, penso che comunque noi clienti dovremmo stare attenti a non denigrare inutilmente il lavoro di chi a fatica riesce ad avere i conti a posto a fine mese. Ribadisco, non dico che si debbano scrivere solo recensioni positive, però è bene ogni tanto cercare di trattenere quell’istinto da leone da tastiera, appunto, che ogni tanto cerca di venire fuori.

 

 

 

 

 

 

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Alessia Caccamo è laureata con il massimo dei voti in Scienze della Comunicazione e Informazione ed Editoria. Attualmente lavora a Pietra Ligure come impiegata presso un operatore Internet locale, che offre banda larga agli utenti della riviera e dell’entroterra ligure con tecnologia hyperlan. Questa è per lei la prima esperienza come scrittrice di articoli ed è entusiasta di questo progetto. Spera vivamente che le sue pubblicazioni possano tornarvi utili.

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