L’eloquenza: una qualità non da tutti

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Nel mio articolo del 26 gennaio Verba Volant ma non troppo. Consigli per la preparazione di un discorso in pubblico vi ho spiegato alcuni passaggi chiave per affrontare, appunto, un discorso davanti a un numero elevato di persone. Tuttavia non vi ho parlato della qualità necessaria di ogni oratore di successo, ossia quella qualità che fa sì che ogni discorso sia anche efficace: l’eloquenza.

Essere eloquente è molto differente dall’essere loquace. Il loquace è una persona che si lascia andare facilmente alla chiacchiera o che in generale parla molto; essere eloquente invece significa parlare con doti persuasive, ossia la capacità di adattare la parola agli obiettivi che si intendono raggiungere.

Ma…come si fa ed essere eloquenti?

Avete notato che i programmi tv dove c’è un’elevata partecipazione del pubblico hanno indici d’ascolto altissimi? E che gli esponenti politici che – per utilizzare un’espressione coniata proprio da loro – “parlano alla pancia della gente” (indipendentemente dai contenuti e dalla fattibilità dei loro programmi…) sono quelli che prendono più voti?

Questo perché le persone trovano interesse ad ascoltare cose che conoscono bene, dette da persone che a loro volta conoscono bene l’argomento. Il pubblico medio prova una noia mortale a sentire parlare di economia, politica, finanza in termini diciamo “accademici”, sia perché non possiede le competenze per capire discorsi del genere, sia perché li sente come troppo “lontani” dalla sua vita quotidiana.

Parlare di argomenti che si conoscono poco e quindi poveri di esempi concreti è un errore che gli oratori commettono molto spesso.

Come al solito, bastano poche semplici regole per raggiungere il nostro obiettivo. Vediamo punto per punto.

La vita quotidiana come spunto

Come ho appena detto, è fondamentale che l’oratore conosca molto bene, se non in prima persona, l’argomento che sta trattando. E come dimostrarlo se non arricchendo il proprio discorso di esempi di vita vissuta e brevi aneddoti?

È evidente che questa “tattica” va usata con moderazione; non dovete mai perdere di vista il motivo per cui state tenendo un discorso. Come un discorso di ore e ore di pura politica economica o finanza può annoiare i presenti, anche uno troppo “frivolo” può far perdere interesse.  La scaletta che segue può essere un buon vademecum per alleggerire l’esposizione e per riaccendere l’attenzione del pubblico.

  • Cercate gli argomenti nel vostro background: gli argomenti si trovano cercando nella propria memoria gli aspetti significativi della vita. Esempi e illustrazioni dei primi anni di vita, della famiglia e dei ricordi d’infanzia; primi tentativi di farsi strada nel mondo; hobby e passatempi; aspetti ed esperienze legati al proprio lavoro; esperienze insolite (es. l’incontro con un personaggio famoso).
  • L’argomento deve appassionarvi: c’è una domanda da porsi per capire se l’argomento scelto è quello giusto: se qualcuno avesse delle obiezioni contro il vostro punto di vista, sareste disposto a difenderlo con convinzione? Se la risposta è affermativa, l’argomento è quello giusto.
  • Coinvolgete gli ascoltatori: il discorso può essere anche ben preparato, può riguardare un argomento che appassiona l’oratore, ma per un pieno successo occorre far sentire all’ascoltatore che anche quello che lui ha da dire è importante. L’oratore non solo deve essere appassionato, ma deve trasmettere la sua passione agli altri; insomma, deve essere più concentrato sul pubblico che su sé stesso.

Quelle che ho appena illustrato sono le basi per un’eloquenza efficace. Non resta che provare!

 

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Alessia Caccamo è laureata con il massimo dei voti in Scienze della Comunicazione e Informazione ed Editoria. Attualmente lavora a Pietra Ligure come impiegata presso un operatore Internet locale, che offre banda larga agli utenti della riviera e dell’entroterra ligure con tecnologia hyperlan. Questa è per lei la prima esperienza come scrittrice di articoli ed è entusiasta di questo progetto. Spera vivamente che le sue pubblicazioni possano tornarvi utili.

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