Le presentazioni a slide

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A chi, per mestiere o per studio, capita spesso di dover parlare in pubblico, è innegabile che le presentazioni a slide siano delle buone amiche. Tuttavia, la loro preparazione va seguita con scrupolo e seguendo regole ben precise; delle slide fatte male o con superficialità infatti possono far ottenere il risultato opposto a quello sperato, ossia far annoiare il pubblico o non far cogliere i concetti chiave.

Tutti noi abbiamo installato sul nostro PC un editor di slide, che sia Microsoft PowerPoint, il gratuito Impress o Apple Keynote. Avete mai riflettuto sui nomi di questi programmi? Essi rimandano esattamente all’obiettivo che dobbiamo prefissarci, ossia “punto di forza”, “impressionare/incidere”, “nota fondamentale”.

Ma veniamo con ordine.

Regole per la redazione di una presentazione efficace

Bisogna innanzitutto tenere ben presente che le slide devono essere un supporto per chi parla; non devono essere pertanto lette pari pari, ma devono fungere da linea guida del discorso che si vuole intraprendere.

Altro punto fondamentale è che le slide vengono fruite da un pubblico che principalmente deve ascoltare il relatore e che quindi non deve essere distratto da una lettura troppo impegnativa. Questa è una cosa che dovrebbero capire soprattutto gli insegnanti: a chi non è capitato che, con slide troppo ricche di testo, si è finiti per tralasciare completamente ciò che il professore diceva per copiare la slide tale e quale sugli appunti? Questo è esattamente ciò che non deve succedere.

Dunque:

  • Semplicità:  un appunto è tanto più efficace quanto è visivamente spoglio. Per esempio  è meglio una lista a punti rispetto a un paragrafo descrittivo. E in ogni caso ogni pagina proiettata non dovrebbe contenere più di poche righe ciascuna, o meglio, ogni pagina non dovrebbe contenere più di un concetto.
  • Titoli e sottotitoli: meglio evitarne troppi. Anche se hanno l’intento di riassumere lo schema completo dell’argomentazione, rischiano di rallentare e confondere la lettura.
  • Colori: vanno scelti con cura. Innanzitutto è meglio sceglierne un paio, massimo tre. Poi, gli sfondi dai colori cupi risultano poco leggibili, anche se le scritte vengono schiarite. Alcune coppie di colori poi sono assolutamente da evitare in quando causano un fastidiosissimo effetto “vibrato” (es. rosso e verde, l’aberrazione cromatica di cui vi avevo già parlato). Senza dubbio è meglio optare per sfondi chiari e scritte scure.
  • Font: meglio non utilizzarne di troppo originali e, soprattuto, utilizzare il minuscolo; le maiuscole richiedono più fatica ed essere lette  e appesantiscono il processo di comprensione del testo.
  • Immagini: la funzione di un’immagine non è quella di catturare l’attenzione, ma di sostenere un concetto. Quindi sì alle immagini solo se funzionali al discorso e non come complemento grafico.

Per quanto riguarda l’oratore invece, deve assicurarsi una sufficiente competenza nel gestire la proiezione. È fondamentale sapersi coordinare con i tempi (ad esempio non far aspettare troppo prima di cliccare per proseguire) per garantire  una certa fluidità nell’esposizione e nell’accompagnamento delle slide.

Per poter “allenare l’occhio” all’efficacia delle presentazioni si possono consultare diversi siti di condivisione slide, come ad esempio Slideshare. La tentazione di scaricare slide già compilate da siti come questi è forte, ma sconsiglio vivamente di farlo: ogni discorso è a sé, e punti fondamentali per un’altra persona possono essere completamente differenti dai nostri. Senza contare che la redazione di una presentazione a slide è già un ottimo esercizio per la memorizzazione dei concetti chiave!

 

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Alessia Caccamo è laureata con il massimo dei voti in Scienze della Comunicazione e Informazione ed Editoria. Attualmente lavora a Pietra Ligure come impiegata presso un operatore Internet locale, che offre banda larga agli utenti della riviera e dell’entroterra ligure con tecnologia hyperlan. Questa è per lei la prima esperienza come scrittrice di articoli ed è entusiasta di questo progetto. Spera vivamente che le sue pubblicazioni possano tornarvi utili.

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