Ambiguità

I “tempi” sono cambiati – perfino quello meteorologico! – per virare dalle quasi certezze di un tran tran di ovvietà, a una situazione che ci procura costante insicurezza: l’ambiguità.

Questo blog è all’insegna dell’eleganza, un termine che, purtroppo, ha perso nella nostra vita quotidiana la sua accezione iniziale.

Eleganza è stile di vita, sensibilità, misura, correttezza, “distinzione”. Condividi il Tweet

Un tempo si diceva distinta, anche una semplice persona per bene. Distinto era il modo di mangiare, di parlare, di vivere, di vestire.

E, se da una parte questo termine indicava una sicura diversità dai “non distinti”, dall’altra non sfiorava mai il confine di discriminazione o disprezzo.

Similes cum similibus facillime congregantur – i simili si trovano facilmente tra loro – liberamente tradotto dal latino. Ed è ovvio che chi ama la musica, il teatro, la natura, il vestire bene, la cucina raffinata e così via, abbia qualcosa in più di cui parlare con persone cha hanno le stesse preferenze.

Poi nacque il nuovo termine “casual”, col significato di casuale, informale, sportivo, trascurato, disordinato… ma anche molto di moda!

Il “distinto” incominciava a farsi sinonimo di appartenenza a una casta d’individui antiquati, forse privilegiati, magari opportunisti… mentre il confine del “casual” si spingeva oltre i limiti del buon gusto. Gli estremi sono sempre pericolosi perché, di là di questi, c’è solamente il vuoto.

L’ambiguità non è un termine positivo: indica sempre qualcosa d’incerto, elusivo, che può presentare più facce. Può diventare persino sinonimo d’ipocrisia.

Ambiguo oggi è tutto ciò che ci circonda: il vero valore della merce che acquistiamo, le parole che descrivono un evento, l’inutile logorrea dei politici che – qualunque sia il loro partito – promettono sempre le stesse cose che mai manterranno, la qualità degli oggetti…

Quando i topi creano una moda…

Si racconta che, un giorno, un grossista di tela da jeans, trovando il magazzino invaso da topi, avvicinandosi alle sue balle di stoffa, scoprì che la sua merce era tutta rosicchiata… sedette con la testa fra le mani, disperandosi per l’immane perdita.

Ambiguità
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Siccome, però, era un uomo intelligente e pieno d’inventiva… decise di sfruttare a suo vantaggio la situazione, ingaggiò un’attrice molto famosa e le fece indossare un paio di blue jeans costellato di strappi, poi lanciò la sua nuova moda sul mercato e… improvvisamente, quello che va contro ogni logica di qualità, di stile e di armonia, diventa glamour, moda, eleganza, irresistibile! Ambiguità tra la valutazione dell’oggetto e il suo vero valore.

Uno straccio resta sempre uno straccio, qualunque nome gli si voglia dare, ma… la capacità di reazione del fortunato imprenditore difronte a un evento così imprevedibile e sconsolante unita alla forza irresistibile di un buon marketing… hanno trasformato in una sfolgorante vittoria quella che si presentava come una bruciante sconfitta! L’eleganza di una mente attenta e di un coraggio disperato.

Volete mangiare a prezzi alti o mangiare bene?

Per converso, ricordo un episodio che mi accadde molti anni fa: ero con mio marito in Sardegna, dove una nota guida gastronomica c’indirizzava a un ristorante nel centro di Cagliari. Non sapendo come trovare la strada che portava a quel promettente locale, ci avviciniamo a una gazzella e chiediamo a uno dei due poliziotti di aiutarci.

Scendono dalla macchina, ci guardano un po’, poi uno dice: perché volete andare a mangiare lì?

Ed io: La guida XY dice che quello è un ottimo ristorante…

E lui, timidamente: Ma voi… volete mangiare a prezzi alti o mangiare bene?Ambiguità_cucina

Restiamo di sasso: Beh, vorremmo mangiare bene… certo, ma… non siamo di qui e…

Il poliziotto ci suggerisce il nome di una trattoria vicina al porto, ci fa uno schizzo su come raggiungerla… proviamo a guardare sulla cartina, ma comprendiamo che non riusciremo mai a orientarci. Cerchiamo un taxi: non ce n’è neppure uno. È ora di pranzo, forse anche loro ne approfittano. Il poliziotto è perplesso, segue con lo sguardo le nostre mosse. Si riavvicina e dice: tra dieci minuti smontiamo il turno… se volete possiamo accompagnarvi noi.

Wow! Non avremmo mai pensato di trovare tanta cordialità e gentilezza, accettammo e arrivammo alla trattoria… sulla volante! Un atteggiamento cortese, genuino, privo di qualsiasi ombra di ambiguità!

Questa è davvero eleganza, l’accettazione dell’altro, la generosità nell’aiutare qualcuno in momentaneo imbarazzo, la disponibilità del proprio tempo libero per prendersi a cuore il problema altrui… non sarebbe tutto più semplice se ognuno di noi si comportasse come quei due mai dimenticati poliziotti?

Metà del mondo produce e l’altra metà acquista. Per la mia esperienza, ho potuto costatare che i prodotti migliori vincono sempre, anche se più costosi: è l’eleganza della qualità.

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Loredana Reppucci, laureata in matematica e fisica, è stata una delle prime donne a intraprendere una carriera nel settore dell’informatica, presso aziende tra le più prestigiose d’Italia (Piaggio aeronautica per progettazione aerei, Italcementi per controllo informatico di processi industriali, consulente IBM per aziende manifatturiere, ed altro). Ha collaborato e collabora (da oltre 50 anni!) con diverse riviste letterarie (enigmistica classica) ed ha ricevuto da queste numerose medaglie d’oro come miglior autrice dell’anno. Attualmente, colla-bora con il giornale on-line di Milano “ItaliaPost”, con una rubrica settimanale “Scienza e Tabù” (www.italiapost.info). Dal mese di aprile, collabora con il magazine “Bergamo up”, con una rubrica scientifica un po’ provocatoria: “Miti e Scienza”.Manager, consulente, imprenditrice nel settore su pro-getti di rilevazioni e analisi della spesa sanitaria nazionale (consulente del Ministero della Sanità, ecc.), si dedica ancora, sporadicamente, a progetti informatici, anche se da sempre ha l’hobby di scrivere.

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